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DiscoVeretoProgetto Leucantica

Territorio

Vereto e il Capo di Leuca

Un paesaggio antico tra alture, strade e approdi.

Il territorio di Vereto e quello del Capo di Leuca conservano le tracce di una storia lunga: abitati, strade, necropoli, approdi e luoghi di culto. Qui il paesaggio non è solo uno sfondo, ma una fonte da leggere e interpretare.

Raccontare Vereto significa osservare un sistema: la città antica sulla collina, Patù, San Giovanni Battista, le Centopietre, Campo Re, San Gregorio e Leuca. Sono luoghi diversi, ma collegati da una stessa geografia storica.

Le ricerche topografiche e le carte archeologiche mostrano un palinsesto in cui ogni epoca ha lasciato tracce, spesso riutilizzando materiali e percorsi precedenti. DiscoVereto parte da questa complessità per decifrare nella sua profondità storica il paesaggio antico.

Sito di Vereto
Affresco, San Giovanni Battista

Vereto sorgeva su un'altura del Salento meridionale, in posizione dominante e vicina alla costa. Le fonti greche e latine ne tramandano diverse forme del nome, fra cui Οὐερητόν e Veretum. Strabone propone Vereto come possibile localizzazione della Hyrie ricordata da Erodoto: un'ipotesi importante, che ha diverse possibili e intriganti spiegazioni, tutte ancora da approfondire.

L'estensione effettivamente racchiusa dalla fortificazione — probabilmente superiore ai 60 ettari — non è ancora definibile con sicurezza. La cinta in opera quadrata, visibile a tratti, sembra collocarsi fra lo scorcio del IV e il III secolo a.C. Reperti sporadici rimandano all'età del Bronzo; l'occupazione è più chiaramente documentata dalla prima età del Ferro, con successive fasi messapiche, romane, tardoantiche e medievali.

Vereto ha restituito un nucleo importante di iscrizioni messapiche, tra le più antiche in questa lingua, incluso un alfabetario, che mostra come la città abbia dato un contributo forse molto significativo all'adeguamento della lingua greca alle esigenze del popolo messapico. La colonnina di Sant'Andrea, databile tra la seconda metà del VI e gli inizi del V secolo a.C., reca l'iscrizione messapica retrograda Fαρετι/vareti. La sequenza può riferirsi al nome del luogo, ma è stata interpretata anche come forma di un nome personale.

Patù
San Giovanni Battista dalle Centopietre

Patù conserva nel paesaggio urbano e rurale molte tracce della lunga storia di Vereto: materiali riutilizzati, percorsi antichi, aree funerarie, edifici medievali e luoghi della memoria locale.

Patù si fregia dal 2004 del titolo di città. Il suo monumento più celebre, le Centopietre, è oggi ricondotto al paesaggio medievale di Campo Re: riutilizza numerosi elementi antichi e conserva tracce di pitture cristiane, ma funzione e cronologia precise restano da chiarire. Il racconto che lo lega a Geminiano/Siminiano, a re Carlo e a una battaglia contro i Saraceni appartiene alla tradizione locale e, pur non avendo conferme storiche, testimonia l'importanza assunta dal monumento nelle vie di pellegrinaggio verso il Santuario di Leuca a partire dal medioevo.

Il Museo Archeologico di Vereto, a Palazzo Liborio Romano, permette di avvicinarsi ai reperti e alle storie del territorio.

San Gregorio e Leuca: gli approdi di Vereto
Veduta aerea del Capo di Leuca

Il Capo di Leuca era un punto di riferimento lungo le rotte ionico-adriatiche. A Punta Ristola il santuario si struttura tra la fine dell'VIII e il VII secolo a.C.; dal VI secolo la Grotta Porcinara ne diventa uno dei fulcri, con dediche e iscrizioni che documentano il rapporto fra culto, navigazione e frequentatori provenienti dal mare.

Porto di San Gregorio

A pochi chilometri a nord, San Gregorio offriva una baia riparata e sorgenti d'acqua dolce. Le testimonianze archeologiche più antiche oggi note risalgono alla fine del IV secolo a.C.; tra III e II secolo lo scalo assume una più chiara consistenza infrastrutturale, con opere a terra e un antemurale o frangiflutti sommerso.

Leuca e San Gregorio sembrano aver svolto funzioni diverse e complementari: la prima con una forte dimensione cultuale e nautica, il secondo come scalo di servizio e scambio. La seconda campagna 2026 di DiscoVereto estende le indagini a San Gregorio per chiarire tempi, forme e rapporti dell'approdo con Vereto.